Una lezione che mi ha cambiato la vita e che moi ha costretto a confrontarmi con me stesso in modo molto decisivo.

Ricordo quella critica ancora oggi, dopo circa 18 anni e ringrazio ancora la persona che me la fece. E’ stata non solo una lezione del momento ma anche, in qualche modo, di vita.

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Quando lavoravo in un’importante agenzia ( Dnsee, oggi Doing… ) a 20 anni, mi sentivo davvero bravo e so che lo ero davvero…sicuramente ero al di sopra della media.

Mi mancava sicuramente l’esperienza diretta sul campo e una visione complessiva del progetto. Come ogni giovane creativo, mi concentravo molto sulla bellezza dell’elaborato e su quello che “fa fico” e non avevo ancora sviluppato la capacità della visione globale e funzionale di un progetto.

In agenzia stavamo sotto botta, eravamo sotto stress da giorni, si lavorava senza sosta per finire un progetto e dopo tanto duro lavoro, nel quale ormai la fatica inizia a farsi sentire e il poco sonno, cominciano a metterti in testa quella vocina che cerca di convincerti che in fondo quello che hai fatto “va bene cosi”…

Consegno la proposta grafica al mio superiore.

Dopo qualche ora mi chiama nel suo ufficio, apre la proposta grafica davanti a me e mi dice, con tono sereno e benevolo di un prete:”Ti abbiamo assunto perchè sei bravissimo e ci piace molto quello che fai, ci fidiamo di te.

Se tu mi dici che questa proposta grafica va bene cosi, io la mando al cliente.

Ti chiedo solo di rivederla qui davanti a me per due minuti e dirmi che questo è il massimo che puoi dare.” Dopo 15 secondi gli ho detto che mi serve altro tempo per rifinire la proposta perchè posso fare di meglio.

Il mio capo sorride come un fratello e mi dice:“ok quando è pronta mandamela, sono certo che sarà favolosa”.

Visto che i miei standard qualitativi sono sempre stati alti, non potevo ammettere che quello era il massimo che potevo fare perché sapevo benissimo che se lo avessi detto, era solo per togliermi dalle palle quel progetto.

Non sarei stato coerente con le mie aspettative nei miei confronti e con l’idea di bravura che avevo di me stesso.

Quella lezione mi ha segnato e mi accompagna ancora oggi per veicolare sempre, nelle possibilità della situazione, il miglior prodotto possibile, rispetto ai miei standard personali che, come per ogni creativo, saranno cmq sempre più alti, di quelli che riusciremo a produrre.

Non si è mai soddisfatti al 100% di quel che si consegna…ma bisogna esserlo almeno al 90%.

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Buon lavoro e ci leggiamo alla prossima!

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